Philippe Daverio a Solferino e San Martino per "il Capitale"

E' andata in onda domenica 10 giugno la puntata de "Il Capitale di Philippe Daverio" dedicata alla ricerca della Memoria. Guarda il video.

 

E' andata in onda domenica 10 giugno la puntata de "Il Capitale di Philippe Daverio" dedicata alla ricerca della Memoria. Guarda il video. Ventitreesimo appuntamento con “Il capitale di Philippe Daverio”, la trasmissione d’arte e cultura di Rai 3, realizzata in collaborazione con Rai 5, ideata, scritta e condotta da Philippe Daverio e prodotta da Vittoria Cappelli, in onda tutte le domeniche alle 13.20. La puntata di questa settimana vuole coltivare la memoria della II guerra d’indipendenza italiana, quella che portò nel giro di meno due anni alla proclamazione dell’Unità d’Italia. La memoria è un capitale formidabile, purtroppo piuttosto trascurato nell’Italia d’oggi. Nascosto elegantemente tra il verde in prossimità di Parco Sempione a Milano, il monumento equestre a Napoleone III non gode infatti di particolare popolarità. Eppure racconta un momento storico di grande importanza per la memoria storica d’Italia, celebrando il nostro principale alleato nella lotta contro gli austriaci. La II guerra d’indipendenza vide infatti fronteggiarsi nel 1859 le truppe franco-piemontesi (che contavano 120.000 francesi e 30/40.000 italiani) contro 130.000 uomini dell’esercito austriaco. Una sequenza di battaglie sempre più cruente, al punto che, dopo la sanguinosa battaglia di Magenta del 4 giugno 1859, una nuova tonalità di colore rosso, appena inventata a Parigi, fu chiamata proprio “magenta”. La madre di tutte le battaglie fu però quella di Solferino, tra francesi e austriaci, e di San Martino, fra piemontesi e austriaci, tenutasi nella storica giornata del 24 giugno 1859. Ecco le crude cifre di questi combattimenti: le truppe schierate prevedevano complessivamente 83.000 francesi, 35.000 piemontesi, 126.000 austriaci; al termine, tra feriti e morti, si contavano 32.000 perdite per i francesi, 12 000 per i piemontesi e 56.000 per gli austriaci; 27.000 caduti sul campo diventati poi circa 40.000 con i morti per ferite. Combattenti in realtà appartenenti a tante etnie, impegnati in una battaglia che è stata contemporaneamente guerra civile, con tanti peninsulari arruolati anche presso gli austriaci, e vera e propria guerra europea. Solferino e San Martino sono luoghi dove il dialogo con la memoria non è stato accantonato. I rispettivi ossari senza distinzioni di nazionalità, creano una sorta di biblioteca di vita umane, sulle quali si fonda il nostro tricolore nazionale. In queste località, piccoli e suggestivi musei, estremamente coinvolgenti, alimentano il ricordo della battaglia, illustrata attraverso armi, cimeli, oggetti, documenti, pannelli illustrativi, restituendo all’evento, una dimensione più umana.